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Il blog che millanta numerosi tentativi di imitazione
the Cialtron's way
post pubblicato in Diario, il 2 ottobre 2013

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Mi(g)netti
post pubblicato in Diario, il 16 luglio 2012


Minetti si deve dimettere.

Si mi dimetto, no non mi dimetto più.

E' una telenovela, anzi una lovestory, di più, il resoconto di una cortigiana, l'avventura politica della Mi(g)netti e del suo pigmalione Silvio "culone flaccido" Berlusconi.

Stiamo alla porta ad  aspettare l'imprevisto seguito di questa serie, dove il focoso Angelino Alfano, impone la sua autorità alla Minetti intimandole le dimissioni.

In nome di cosa poi? Si deve dimettere perché si è prostituita per un posto in Regione? E con chi? Con Silvio?

Beh, ma allora ritorniamo alla storia di Mills, dove il corrotto viene condannato e il corruttore no per prescrizione.....

(PIE)

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Incredibile, c'è chi fa sembrare l'Italia un paese serio
post pubblicato in Diario, il 2 novembre 2011
Inutile che si spendano ore su politiche da applicare al mercato del lavoro, riforme finanziarie, patrimoniali, misure per stimolare la crescita, se poi in Europa ci sono leader di governo come Papandreou o Berlusconi, che ormai assomigliano più a personaggi dei fumetti come i Galli di Goscinny ed Uderzo, impegnati in casa propria in una battaglia contro l'Europa distante ed usurpatrice che costringe a misure draconiane e a tasse ritenute ingiuste.

Mentre quello di cui non si accorgono questi leader è che quelle misure draconiane sono dovute alla leggerezza e all'incompetenza di gente che per decenni ha governato un paese come se si trattasse di cosa privata, e non di cosa pubblica.

E proprio qui sta il punto.

La politica è il governo dello stato, per il bene dello stato, indipendentemente dal fatto che le misure che devono essere prese permettano o meno di essere rieletti.
Il governo deve fare il governo e lasciare le misure populiste ai movimenti di piazza e ai sobillatori dell'ultima ora, che però non hanno in mano un paese da mandare avanti.

E proprio questo manca a Italia e Grecia, persone capaci di governare senza pensare a cosa succederà domani, ovvero persone capaci di prendere decisioni dure anche se per loro un domani (politico, ovvio) non ci sarà.

Insomma quello che manca a Italia e Grecia sono Uomini di Stato.
Con la lettera maiuscola.
Punto.

(PIE)
Come fare dietro-front senza che nessuno se ne accorga
post pubblicato in Diario, il 23 giugno 2011
Il Senatur domenica a Pontida in mezzo ad un prato verde ancora più verde dalle divise sgargianti del popolo padano (ma allora anche il grana padano è leghista?) gridava secessione, i ministeri della Lega a Monza e che Berlusconi non facesse troppo lo spavaldo che questo governo rimaneva in piedi finché andava a lui.

Sostanzialmente....

E l'ormai classico pollice verso di romana (romana?!?!) memoria



Cambio di scenario, martedì, Roma, voto di fiducia e vertice di Governo perché Berlusconi vuole testare chi è con lui.

Il Senatur ovviamente è fra quelli.

Nel suo discorso alla Camera Berlusconi non accenna minimamente ai ministeri al nord, poi Bossi parla probabilmente di qualche dipartimento. Mercoledì è già tutto affossato.

Ma la spavalderia e la sicurezza ostentata di Pontida, dove sono finite?

Non sarà che l'aria meno ossigenata di Roma rispetto a quella delle valli bergamasche faccia male al già precario cervello del Senatur?

La Lega non vuole affondare con Berlusconi e con il suo Governo, anche perché la "base" del partito "verde" vuole così, ma anche a Bossi piace il caldo romano, la sua poltrona al Ministero e, nonostante tutta la retorica antiromana, Bossi da Roma-ladrona non si smuoverà finché potrà starci.

Speriamo per noi ancora per poco.

(PIE)


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In 48/60 ore Lampedusa sarà dei Lampedusani
post pubblicato in Diario, il 1 aprile 2011
    

Lampedusa                                                                 Napoli

Mi immagino già Silvio "E adesso prendete tutti gli immigrati e li portate a Napoli e i rifiuti me li scaricate in piazza a Lampedusa".

(PIE)
L'Italia nel caso Libia
post pubblicato in Diario, il 22 marzo 2011
Che credibilità ha l'Italia nel caso Libia?

Come può essere vista la posizione del nostro paese dalla comunità internazionale?

Sicuramente siamo con un piede dentro nell'intervento militare (basi e caccia) ma dall'altro lato senza entrare direttamente come stanno facendo Francia, Usa e Uk (nessuno dei nostri caccia ha sparato un colpo e lo stesso La Russa dice che non interverremo fino a quando non ci sarà l'appoggio Nato).

La nostra, al solito, è una strategia lose-lose.

In entrambi i casi, sia che Gheddafi rimanga sia che se ne vada, siamo destinati a perdere.

Nel primo caso perché essendoci schierati con la comunità internazionale siamo dei "traditori" dal punto di vista del dittatore libico e presumibilmente se rimarrà al suo posto i nostri accordi stipulati non varranno più molto (nonostante i soldi regalati alla Libia).


Nel secondo caso invece, non essendo stati risoluti nel condannare il regime di Gheddafi e nell'intervenire, è presumibile che la ricostruzione e la pacificazione del paese (con annessi sfruttamenti di giacimenti, com'è d'uso in questi casi) vengano affidate ai primi e "zelanti" paesi intervenuti nel conflitto.





Da ultimo, e non da poco, il rapporto ambiguo di Berlusconi con Gheddafi, che ancora oggi si è detto addolorato per la sorte del rais (un dittatore sanguinario), che fino all'anno scorso permetteva al dittatore libico venire in Italia e trattarla come un suo campo beduino con tanto di lezione e conversione islamica (e la Chiesa dov'era in quei giorni?),che permette tutt'ora a fondi libici di fare shopping di aziende e di banche italiane.

Tutto questo, come al solito, ci fa sembrare agli occhi della comunità internazionale un partner di terzo livello, ancora l'italietta delle camicie nere che annuiscono al potere e non certo una repubblica con 150 anni di passato sulle spalle e un paese dalla storia millenaria e gloriosa come dovremmo essere visti e rispettati.

(PIE)



Perché c'è da preoccuparsi
post pubblicato in Diario, il 23 gennaio 2011


Immaginiamo per un momento di vivere tutti a fantasilandia.

Berlusconi non va con le prostitute, non è entrato in politica per motivi personali, non ci sono dubbie frequentazioni mafiose, Berlusconi si è fatto da sè, Berlusconi e Gheddafi sono amiconi di lunga data.

Che, a prescindere dall'ipotesi iniziale, è quello che l'italiota medio pensa di lui (sigh...).

Se anche tutto questo non fosse vero, c'è un'altra cosa molto grave di cui preoccuparsi.

Facciamo un esempio.

Il presidente Obama ha molte cose di cui preoccuparsi.

Dalla BP, alla recessione, dai problemi del debito pubblico ai scandali wikileaks.

Oltre a questo ci sono minacce serie e gravi, che spesso noi comuni cittadini non percepiamo nemmeno, come terrorismo, tensione fra stati apparentemente amici (schieramenti di navi americane Vs cinesi nel pacifico; rapporti con Nord Corea, Cuba, Ecuador, Venezuela, Iran etc) che rischiano di esplodere in maniera devastante da un momento all'altro e per i quali un uomo di potere deve essere sempre all'erta e completamente al sicuro da pressioni personali, minacce, ricatti che, influenzando direttamente la sua persona, possano "distorcere" le sue decisioni internazionali.

Immaginiamo ora un Obama che nella casa Bianca fa entrare ogni sorta di signorina, che salta appuntamenti istituzionali per spassarsela con ragazze di ogni genere, estrazione ed età, che si senta correntemente al telefono con minorenni e che queste chiedano (giustamente o ingiustamente....) soldi in cambio di silenzio o che addirittura mentisse (tirando in ballo altri capi di stato) pur di farla rilasciare dalla questura.

Il problema "penale" sarebbe che un maggiorenne andasse con prostitute (in paesi in cui la prostituzione è illegale) e in alcuni casi minorenni e che con il suo potere influenzasse un apparato dello Stato come la questura.

Il problema morale è inutile dirlo...

Il problema politico, al di là che quello precedentemente detto sia vero o no, è che comunque un capo di stato si è messo in condizione di farsi ricattare, spiare, influenzare, o anche solo frequentare da persone che con il suo ruolo istituzionale non hanno nulla a che vedere e che anzi possono solo "corrompere" il lavoro delicato e difficile di un premier.

E questo è il punto dal quale bisogna far partire il dibattito e la richiesta di dimissioni di un premier che non sa fare il suo lavoro.



Il problema invece per gli italiani e che loro alla favola di fantasilandia ci credono davvero....

(PIE)



Berlusconi non paga le donne
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2011
Il tasso non paga le tasse perché per andarci a letto deve amarle davvero (Groucho).

Un po' come Berlusconi.

Non paga le donne, mai pagate, (anche se sulla Daddario aveva detto il contrario) ed ha una relazione stabile da tempo.

Ora, se ha una relazione stabile e hanno registrato tutte le persone che sono entrate ad Arcore alle famose cene/festino, come si spiega tutto ciò?

Semplice, la persona che ha una relazione stabile con Silvio è Fede...



(PIE)

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La tattica del Joker
post pubblicato in Diario, il 29 novembre 2010
 

Le novità rivelate da Assange su WikiLeaks su Silvio Berlusconi fanno ridere non perché non siano vere, ma perché sono il segreto di Pulcinella.

(PIE)
La strana strategia di Fini
post pubblicato in Diario, il 26 ottobre 2010


Fini adotta una strana strategia politica.

Una settimana fa vota a favore del lodo Alfano per la sospensione dei processi - anche retroattivi - nei confronti delle alte cariche dello Stato.

Ieri ha affermato che sul tema della giustizia si può aprire una crisi di governo e che non considera il lodo Alfano come reiterabile, anzi che questo punto è questione vitale, in quanto il lodo, secondo Fini, deve garantire la funzione e non la persona.

Ma se il governo ha scritto e votato la legge Alfano proprio per garantire la persona e non la funzione (Napolitano ad esempio, non se ne fa nulla del lodo Alfano, Berlusconi invece lo ha voluto per essere immune da tutti i processi che sul suo capo pendono), allora mi viene da pensare che o Fini è uno sprovveduto che non sa con chi si è alleato e quali sono le strategie dell'alleato, o che il voto a favore è stato solo un modo per dimostrare le proprie buone intenzioni dopo tutta la guerra che si è fatto con Berlusconi e con i suoi media, ma che alla fine i nodi della crisi nella maggioranza sono insolvibili.

E a questo punto allora mi domando perché Fini non ha fatto cadere il governo sul lodo Alfano invece di prolungare questo matrimonio da separati in casa con il PDL?

(PIE)
Uomini e quaquaraqua
post pubblicato in Diario, il 21 ottobre 2010


Uomini, mezzi uomini, ominicchi, (con rispetto parlando) piglianculo e quaquaraqua.

Questa era la distinzione che Sciascia faceva attraverso le parole di un mafioso nel suo romanzo più famoso.

Mi è tornata in mente questa distinzione questa settimana e ho concluso che gli esponenti di FLI appartengono all'ultima delle categoria elencate ne Il giorno della civetta.

Infatti, dopo tutti i litigi e gli scontri verbali, dopo aver minato la stabilità del governo e dopo essere arrivati ai ferri corti con i giornali di Berlusconi, in settimana hanno votato a favore di due misure scandalose, ben oltre il limite della vergogna: la retroattività dello scudo per le alte cariche dello Stato e respinto l’autorizzazione a procedere per l’ex ministro Lunardi invischiato in storie di tangenti con il Vaticano.

Due misure del genere fanno capire a che punto il governo Berlusconi sia corrotto e ormai sempre più simile alla mafia che non alla politica.

Lo stesso nei suoi alleati.

Nonostante la coerenza non sia tutto nella vita, questa però è ciò che fa la differenza fra uomini e ominicchi.

O ancora fra uomini e le altre categorie più basse…

 

(PIE)


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Berlusconi e le barzellette
post pubblicato in Diario, il 4 ottobre 2010
Mi scuso per la bestemmia, ma se la dice il presidente del consiglio allora ha valore di legge e per decreto si può dire in pubblico impunemente.


(PIE)



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Molto rumore per nulla
post pubblicato in Diario, il 30 settembre 2010


Mesi di tensione nella maggioranza, accuse e scontri aperti tra capo del governo e presidente del Parlamento, crociate contro gli oppositori dai giornali di regime, accuse di leggi ad personam e ad aziendam, falangi parlamentari che si staccano per avviare nuovi gruppi parlamentari.

Dopo tutto questo bailamme cos'è successo ieri in Parlamento?
Poco o niente.

Dopo la compravendita di parlamentari (ma non è corruzione? o in Italia anche questo reato è stato cancellato?) che dovevano assicurare la maggioranza, anche i finiani hanno votato la fiducia al governo.

Governo dal quale non sono più rappresentati e dal quale si sono divisi, annunciando presto un nuovo gruppo parlamentare.
Governo con il quale se le sono date di santa ragione, in particolare proprio con il premier, quello di cui Fini è stato a lungo vice.

E allora mi domando, se Fini e i finiani hanno fatto tutto questo rumore per dissentire dalla linea presa dal governo e dal suo premier, perché alla fine hanno votato la fiducia?

Forse che, anche per loro che si sono mostrati duri e puri, il posto è tanto caro?

D'altronde si sa, in tempo di crisi trovare un altro lavoro non è mica facile....

(PIE)


Ps: no, non ho sbagliato immagine...

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Pochi giorni al ministro allo sviluppo
post pubblicato in Diario, il 21 settembre 2010
Repubblica.it in homepage ha un contatore per tutti i giorni di vacatio del ministero dello sviluppo economico.




Il Governo però vacilla e il ministro non arriva.

Sarà forse che Berlusconi lo terrà come premio per chi riuscirà a fargli avere la maggioranza in parlamento?

Starà aspettando il 29 settembre prima di decidere a chi dare la seggiola?

Avremo forse un ministro allo sviluppo radicale?

Questa, a mio avviso, è simonia elettorale...

(PIE)
Che l'Europa si converta
post pubblicato in Diario, il 30 agosto 2010
Siamo un paese di buffoni, ma siccome non ci bastano quelli interni, li invitiamo (a nostre spese) anche dall'estero.

Il colonnello Gheddafi, colonnello di nome, dittatore di fatto, è un grande amico di Berlusconi e per questo noi dobbiamo sorbircelo ogni anno.

Ma non sarebbe più semplice mandare la Silvio?

In questo delirio beduino di Gheddafi non si sente né la voce del PD né quella della chiesa, tanto pronta a intervenire in materie non di sua competenza tanto quanto tace sulla religione.

La Lega, baluardo della "padanità" e della religione cattolica contro resto del mondo, dovrebbe insorgere e dare uno scossone al Governo.
Invece, fedeli alla linea del "posto sicuro" (in periodo di crisi non si sa mai), tace, anche se qualche proclama da Bruxelles viene lanciato da Borghezio.

Insomma mentre il colonnello cerca di catechizzarci e ci prende in giro con le sue palle beduine, eroi della resistenza libica e amazzoni straniere, noi pensiamo alla prima giornata di campionato e a quanti gol segnerà Ibrahimovic al Milan.

Altro che crociate, qui la conquista è a portata di mano...

(PIE)
Ministro della Sanità mentale
post pubblicato in Diario, il 29 giugno 2010
Dopo lo scandalo vaccini per l'influenza suina con il contratto firmato dal Ministero della Salute con la Novartis, il ministro Fazio all'assemblea di Farmindustria afferma che non verranno più fatte gare di assegnazione al ribasso fra le case farmaceutiche per i farmaci generici tanto invise agli industriali della farmaceutica.

E come pensa il ministro di ridurre la spesa pubblica? Diminuendo il numero di malati?
Il farmaco generico è un farmaco con brevetto scaduto e quindi di dominio pubblico che tutti possono produrre, quindi non vedo la necessità di fare un'assegnazione diversa da quella del minor prezzo.

Continua la politica del governo che predica da un lato misure drastiche (sui lavoratori) dall'altro spende e sperpera senza sosta (solite ballerine che accompagnano Berlusconi nei voli di stato come in Canada, nuovo Ministero - assolutamente incomprensibile - per salvare dai processi l'ennesimo raccomandato, nessun taglio a stipendi dei parlamentari, numero dei parlamentari o privilegi di questi ultimi, sprechi, piani nucleari assolutamente incoerenti).

Inoltre il taglio di tasse che Berlusconi ha sempre annunciato nei tre mandati ricevuti, non è mai avvenuto, anzi l'Italia scala la graduatoria dei paesi a maggior pressione fiscale in Europa (se facessero anche la classifica costi/benefici saremmo i peggiori credo).

E allora se le misure drastiche sono solo per le persone comuni, che almeno lancino il messaggio giusto: "Sarà una misura dura, ma solo per le vostre tasche".

Almeno ci sentiremmo un po' meno presi in giro.

(PIE)
Berlusconi a Confcommercio
post pubblicato in Diario, il 17 giugno 2010


Berlusconi alla platea di Confcommercio: "Le amministrazioni pubbliche devono limitare gli sprechi, i privilegi assurdi. Abbiamo tanta gente che vive di politica, non solo a Roma, ma anche nelle regioni, provincie comuni. Occorrerebbe dimezzarla e sarebbero ancora numeri abbondanti".

Domanda, ma Berlusconi sa chi sta governando l'Italia o siamo su una barca senza capitano?

(PIE)

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Our thing of Italy
post pubblicato in Diario, il 11 giugno 2010

Cosa nostra d'Italia, proteggici da tutti quelli che vogliono sapere, da quelli che indagano e si fanno gli affari degli altri.

Cosa nostra d'Italia, aiutaci a far sì che chi ha tanto continui ad avere tanto, e a tenere gli altri nella melma, che chi ha potere ne abbia sempre di più, zittisca gli altri e faccia star bene i suoi.

Cosa nostra d'Italia, guarisci chi non crede, chi s'intriga, chi va a fondo alle cose, dal tarlo della curiosità che, si sa, la curiosità prima o poi ammazza la gatta.
E a volte anche i gattini.

Cosa nostra d'Italia, togli dalla nostra vista i rifiuti, le cose brutte, il sangue, nascondili sotto una coltre di cemento oppure nei campi dove pascolano le nostre bufale, o ancora nelle cave dismesse vicino alle sorgenti d'acqua. Tanto l'acqua che lava tutto, prima o poi laverà anche loro.


Cosa nostra d'Italia, santifica il nostro capo del Governo che se la prende contro chi fa brutta pubblicitò al nostro paese raccontando le cose che non vanno, che ci ha insegnato a mercificare il nostro corpo, che ci ha insegnato che si può essere buoni cristiani e intanto farsi le ragazzine mentre la moglie è a casa, che ci ha insegnato come fare soldi senza sporcarsi troppo o facendo sporcare chi ci sta sotto.

E soprattutto che ci ha insegnato che a stare zitti c'è solo da guadagnare.

(PIE)
Saviano? Un opportunista
post pubblicato in Diario, il 3 giugno 2010


Saviano?

Un opportunista, uno che fa cattiva pubblicità al paese.

Il primo attacco l'ha ricevuto direttamente dal premier, che dice che la Piovra o Gomorra danno una cattiva immagine del paese.
Fa niente se poi l'immagine è reale e non una finzione tipo "The Sopranos".

Il secondo attacco invece viene da un calciatore di Napoli (ma che milita nel milan...) e che definisce l'omicidio del padre da parte della camorra "uno spiacevole episodio".

Povero Saviano, tutta l'elite culturale italiana è contro di te...

(PIE)
Non bisogna parlare di mafia
post pubblicato in Diario, il 16 aprile 2010
Non bisogna parlare di mafia, sostiene Berlusconi.

Perché?

Perché è cattiva pubblicità per il paese....

(PIE)

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