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Il blog che millanta numerosi tentativi di imitazione
L'Italia nel caso Libia
post pubblicato in Diario, il 22 marzo 2011
Che credibilità ha l'Italia nel caso Libia?

Come può essere vista la posizione del nostro paese dalla comunità internazionale?

Sicuramente siamo con un piede dentro nell'intervento militare (basi e caccia) ma dall'altro lato senza entrare direttamente come stanno facendo Francia, Usa e Uk (nessuno dei nostri caccia ha sparato un colpo e lo stesso La Russa dice che non interverremo fino a quando non ci sarà l'appoggio Nato).

La nostra, al solito, è una strategia lose-lose.

In entrambi i casi, sia che Gheddafi rimanga sia che se ne vada, siamo destinati a perdere.

Nel primo caso perché essendoci schierati con la comunità internazionale siamo dei "traditori" dal punto di vista del dittatore libico e presumibilmente se rimarrà al suo posto i nostri accordi stipulati non varranno più molto (nonostante i soldi regalati alla Libia).


Nel secondo caso invece, non essendo stati risoluti nel condannare il regime di Gheddafi e nell'intervenire, è presumibile che la ricostruzione e la pacificazione del paese (con annessi sfruttamenti di giacimenti, com'è d'uso in questi casi) vengano affidate ai primi e "zelanti" paesi intervenuti nel conflitto.





Da ultimo, e non da poco, il rapporto ambiguo di Berlusconi con Gheddafi, che ancora oggi si è detto addolorato per la sorte del rais (un dittatore sanguinario), che fino all'anno scorso permetteva al dittatore libico venire in Italia e trattarla come un suo campo beduino con tanto di lezione e conversione islamica (e la Chiesa dov'era in quei giorni?),che permette tutt'ora a fondi libici di fare shopping di aziende e di banche italiane.

Tutto questo, come al solito, ci fa sembrare agli occhi della comunità internazionale un partner di terzo livello, ancora l'italietta delle camicie nere che annuiscono al potere e non certo una repubblica con 150 anni di passato sulle spalle e un paese dalla storia millenaria e gloriosa come dovremmo essere visti e rispettati.

(PIE)



La tattica del Joker
post pubblicato in Diario, il 29 novembre 2010
 

Le novità rivelate da Assange su WikiLeaks su Silvio Berlusconi fanno ridere non perché non siano vere, ma perché sono il segreto di Pulcinella.

(PIE)
Che l'Europa si converta
post pubblicato in Diario, il 30 agosto 2010
Siamo un paese di buffoni, ma siccome non ci bastano quelli interni, li invitiamo (a nostre spese) anche dall'estero.

Il colonnello Gheddafi, colonnello di nome, dittatore di fatto, è un grande amico di Berlusconi e per questo noi dobbiamo sorbircelo ogni anno.

Ma non sarebbe più semplice mandare la Silvio?

In questo delirio beduino di Gheddafi non si sente né la voce del PD né quella della chiesa, tanto pronta a intervenire in materie non di sua competenza tanto quanto tace sulla religione.

La Lega, baluardo della "padanità" e della religione cattolica contro resto del mondo, dovrebbe insorgere e dare uno scossone al Governo.
Invece, fedeli alla linea del "posto sicuro" (in periodo di crisi non si sa mai), tace, anche se qualche proclama da Bruxelles viene lanciato da Borghezio.

Insomma mentre il colonnello cerca di catechizzarci e ci prende in giro con le sue palle beduine, eroi della resistenza libica e amazzoni straniere, noi pensiamo alla prima giornata di campionato e a quanti gol segnerà Ibrahimovic al Milan.

Altro che crociate, qui la conquista è a portata di mano...

(PIE)
Dàlli al gay!
post pubblicato in Diario, il 1 settembre 2009
L'attacco di Feltri a Boffo, la querela di Berlusconi a La Repubblica e la paventata denuncia a El Pais, sono azioni che cercano di intimorire quotidiani di importanza nazionale e non che hanno osato scrivere contro il premier.

Non solo.
La crociata antigay di Feltri non ha nessun fondamento (chi se ne frega se il direttore dell'Avvenire è gay?) se non quello di colpire una persona il cui giornale ha criticato la vita libertina di Berlusconi.

Ma un conto è un premier che va a "lucciole" promettendo in cambio favori politici ed economici, che ha frequentazioni con minorenni, che mette a tacere voci "fastidiose" su alcune ministre del suo Governo e un conto è avere tendenze omosessuali (anche se non è detto...) ed essere per questo messo alla gogna.

In Italia siamo ancora a questo livello e sgomentano le parole pubblicate da Il Giornale ovvero "noto omosessuale già attenzionato dalla polizia".
A parte che non è scritto in italiano, ma è come se un gay dovesse essere schedato e tenuto d'occhio come se fosse un pregiudicato mafioso.

Ma tutto questo rumore si alza in un momento in cui il mondo intero guarda il nostro paese con disappunto in quanto Berlusconi è l'unico leader europeo ad aver presenziato al 40esimo della rivoluzione di Gheddafi (in compagnia del presidente del Sudan, ricercato dal tribunale internazionale dell'Aja) e di altri leader africani mentre il colonnello dava la colpa delle varie crisi in Darfur e Ciad a Israele e lodava Berlusconi per il "coraggio" dimostrato nell'essere intervenuto alle celebrazioni.

Insomma, come sempre si attacca la stampa che prova a criticare il premier e si cerca di togliere l'attenzione da casi internazionali ben più importanti.

Ma questa volta Berlusconi ha fatto il passo più lungo della gamba e rischia di rimanere da solo dopo questi ultimi due strafalcioni politici.

(PIE)
La Libia ci manda i clandestini?
post pubblicato in Diario, il 24 agosto 2009


Se Gheddafi ci manda i clandestini, noi gli mandiamo gli aerei.

Si, le Frecce Tricolori a far divertire i Libici a spese nostre...

Dal Corriere.it.


(PIE)

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permalink | inviato da provaciancorasam il 24/8/2009 alle 15:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Mandiamo Gheddafi in camping
post pubblicato in Diario, il 9 giugno 2009
Gheddafi ha chiesto come consuetudine una tenda per poter accogliere i capi stranieri mentre sarà in visita a Roma.

Propongo due soluzioni:

o lo mandiamo in Abruzzo che tanto li di tende ce ne sono molte (e ospitiamo qualche Abruzzese a Villa Pamphili)

o, visto che il Premier suo amico nonché finanziatore si vanta di ospitare tutti i leader stranieri nelle sue ville a proprie spese, lo facciamo accampare a Villa Certosa.

E magari in tenda gli mandiamo Apicella e Noemi...

(PIE)
Diamo a Cesare...
post pubblicato in Diario, il 9 maggio 2008
I leghisti (da Calderoli a Bossi, passando per Borghezio) non hanno mai tenuto la lingua a freno e spesso ci siamo domandati se le cose che dicono prima le pensano o se il pensare non è contemplato.

Questa volta però Bossi ha detto una verità che tutti sanno, ma che nessuno ha mai detto.
Non oso immaginare però le conseguenze.

(PIE)

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permalink | inviato da provaciancorasam il 9/5/2008 alle 15:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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