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Il blog che millanta numerosi tentativi di imitazione
Mafia, Sud e scudo fiscale
post pubblicato in Diario, il 31 luglio 2009

Vogliamo far risollevare le sorti del Sud Italia, così come Berlusconi continua ad affermare?

Vogliamo veramente combattere la Mafia e le infiltrazioni mafiose negli apparati statali e nell'economia "sana" che c'è al Sud?

Il nuovo provvedimento per far rientrare in Italia i capitali all'estero derivanti da evasioni, illeciti etc. molto probabilmente favorirà la mafia che potrà riportare sul territorio capitali parcheggiati all'estero e usarli per usura, finanziamento di attività illecite etc, senza che lo stato italiano attui alcun controllo su chi riporta all'interno dei confini nazionali tali capitali, sull'entità e sugli utilizzi.

Un interessante articolo de LaVoce.info sull'argomento.

Negli States avevano capito che per colpire la mafia e Al Capone bisognava guardare al cuore del problema: i soldi che facevano funzionare la macchina della mafia.

Barack e gli States hanno varato una misura per far rientrare i capitali all'estero che permetterà di rintracciare i soggetti che hanno spostato denaro all'estero per poterli monitorare nel futuro e per far si che paghino tutte le tasse evase.

In Italia ci lamentiamo della mafia, stanziamo nuovi soldi per il Sud (buttandoli ogni volta) dicendo che è obiettivo strategico del Paese, ma non impariamo né dai nostri errori né dalle lezioni che ci arrivano dall'estero.

O non vogliamo imparare?

(PIE)


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Abbey Road quarant'anni dopo
post pubblicato in Diario, il 28 luglio 2009


La copertina più celebre dei Beatles, la più copiata (dai Simpsons ai Red Hot Chili Peppers col calzino sulle vergogne).

La storia della foto scattata davanti agli studi della Apple, in un tranquillo quartiere londinese è oscura come la storia del rock, ricca di misteri e di segreti che ai più sembrano solo panzane, mentre per altri sono dubbi che non fanno dormire la notte.

In questa copertina (e in molti altri brani etc) pare si faccia riferimento alla morte di Paul McCartney in seguito ad un incidente stradale e poi sostituito da un sosia che altri non sarebbe poi se non il "Macca" attuale.

John il sacerdote, Ringo il portatore di bara, Paul il morto scalzo e "fuori passo" che tiene la sigaretta con la destra pur essendo mancino, George l'undertaker.
La targa del maggiolino recita 28IF, 28 anni se fosse vivo Paul, e così via.

Solo coincidenze non credo proprio, i Beatles amavano sicuramente questi giochi.
Che poi la storia di Paul, the Walrus, sia vera, questo è difficile da dirsi.

Se Paul è morto, il mito dei Beatles è vivo e vegeto e noi siamo ancora qui a cantare goo go ga joob e a domandarci chi è il tricheco.

(PIE)
Il calvario del laureato (italiano)
post pubblicato in Diario, il 23 luglio 2009
Riporto un'intervista di Beppe Severgnini sul Corriere di oggi.
Io faccio un piccolo inciso: ad essere in questa situazione critica non sono soltanto i laureati del sud, ma tutti i giovani laureati italiani che entrano nel mondo del lavoro oppure che da "insider" cercano di spostarsi verso remunerazioni, mansioni e incarichi più elevati.

Ci siamo accorti che carovane di giovani italiani, bravi e istruiti, si spostano dal Sud al Nord (122mila nel 2008, secondo Svimez). Altrettanti, e altrettanto bravi, saltano un passaggio: dal Sud vanno direttamente all'estero. Dieci anni di viaggi e «pizze Italians» mi hanno lasciato pochi dubbi e molte storie tristi. Quei ragazzi non partono per imparare; partono per dimenticare. Non si tratta solo di intimidazioni e soprusi (ci sono anche quelli). È il sottobosco dei compromessi a dare la nausea. Ho chiesto a una ragazza siciliana, che chiameremo Lucia, di spiegare perché se ne va. Leggete con attenzione: è uno spaccato dell'Italia opaca, quella che molti giovani meridionali non sopportano più. «Vorrei raccontare, alla vigilia della partenza, ciò che ho passato e imparato in Sicilia, dove sono nata e cresciuta. Mi laureo a ventiquattro anni, col massimo dei voti. Borsa di studio all'estero: mi trovo bene, ma decido di tornare e cercare un lavoro. Dopo un po', lo trovo. Solo che non mi pagano subito. Dovrà aspettare circa due anni, mi dicono. Accetto: si tratta di un'istituzione importante, penso al curriculum. Per mantenermi collaboro con un ente culturale privato che ha relazioni con l'estero; non ho un contratto, le collaborazioni sono malpagate e irregolari. Poi, una buona notizia. Una società di formazione e progettazione mi offre un lavoro, mille euro mensili, 50 ore settimanali.

Si tratta di cercare e studiare bandi pubblici e redigere progetti perché vengano finanziati. Una cosa mi preoccupa: il mio contratto non riporta affatto le mie mansioni. Scopro di venire pagata col finanziamento pubblico di un altro progetto, che dichiara più figure professionali di quelle effettive. Di volta in volta risulto consulente per una mostra di fotografie; segretaria organizzativa di un progetto di recupero degli antichi mestieri; tutor in un corso di formazione. Lo stipendio arriva a intervalli imprevedibili: non so come pagare l'affitto e devo chiedere un prestito ai miei, pur lavorando tutto il giorno, tutti i giorni, anche il sabato. Ne parliamo tra colleghi: sono nauseati, ma temono di rimanere disoccupati. Mi licenzio, mi dedico nuovamente alla ricerca di un lavoro, vengo al Nord per colloqui. Non è facile, inoltre pare che io sia in un'età critica: e non ho ancora trent'anni. Continuo a cercare, a inviare e-mail, a studiare. Finalmente, una risposta: un'università inglese, ricevuto il mio Cv e un progetto di ricerca, mi offre una borsa di dottorato. Sto preparando le valigie e cerco casa. I miei fratelli, entrambi laureati, sono già emigrati. Uno lavora in Scandinavia, l'altro in Svizzera. Sono contenti».

E inoltre a completare il quadro c'è quest'indagine pubblicata su Repubblica.

Ai laureati italiani la crisi non ha cambiato le prospettive lavorative.

Nere erano, nere restano...

(PIE)

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permalink | inviato da provaciancorasam il 23/7/2009 alle 10:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
E il premier va a puttane
post pubblicato in Diario, il 22 luglio 2009
Non in senso metaforico, ma in senso letterale.

Anche se pure in senso metaforico ce ne sarebbero da dire.

Finalmente sono uscite delle registrazioni di una escort che fanno dire a tutti "Sì, Berlusconi è un mignottaro!".
E che nessuno venga a dire che sono stati i giornali argentini (come nel caso "Carfagna Vs fellatio").

Ora è tutto nero su bianco su stampa italiana, europea, statunitense.

Mentre passa la legge sulla sicurezza, mentre sta per passare il decreto anticrisi che prevede praticamente l'immunità (chiamata però sapientemente scudo fiscale) per chi ha evaso all'estero - e, contrariamente a quanto ha detto Tremonti, la misura è ben diversa da quella adottata da Obama, potete leggere di più su LaVoce.info, mentre si alza un brusio molto fastidioso sulle stragi di Stato e mentre gli abruzzesi vengono presi in giro sul rimborso post terremoto, finalmente il piccolo Berlusconi esce allo scoperto.

Lui va a mignotte sì, ma non come tutti gli altri in macchina o in motel, lui va nel lettone di Putin (ma Putin, dov'era?).

Ma soprattutto non paga.

Perché la questione è questa, se avesse pagato la prestazione o avesse mantenuto la promessa di aiutare la "signorina" con i suoi problemi aziendali (no, non quell'"azienda" lì, ma l'altra, quella di famiglia) tutto questo non sarebbe successo.

Invece lui non ha pagato alla "meretrice" il suo onorario (che era alquanto salato, ma si sa, la qualità costa) e poi ha millantato di risolverle tutti i problemi e invece alla fine niente.

Strano, non è da lui...

Insomma, alla fine il punto è solo questo: BERLUSCONI, SE VAI A TROIE ALMENO PAGA!!

(PIE)


Ps: se passerà la legge voluta dal governo sui blog ovviamente www.provaciancorasam.ilcannocchiale.it si prenderà una lunga pausa di riflessione forzata...

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Tatattatata... (sull'aria della sigla dei Simpson)
post pubblicato in Diario, il 20 luglio 2009


Se il nucleare è la panacea di tutti i mali per il Governo Berlusconi, probabilmente si dovrà ricredere quando leggerà che la tecnologia di terza generazione (quella dell'accordo Italia-Francia) in Canada si sono visti lievitare paurosamente i prezzi (in fase di offerta) per la costruzione di due reattori, aumeno che avrebbe portato ad un innalzamento dei costi  dell'energia pari a tre volte quelli pattuiti.
Adesso in Canada è tutto fermo in quanto il nucleare non è stato più considerato vantaggioso in termini di costi (tralasciando l'ambiente), ma in Italia faremo in tempo a scoprirlo?

(PIE)


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Volevo i pantaloni
post pubblicato in Diario, il 14 luglio 2009


40 frustate per abbigliamento "indecente" (pantaloni e camicia) per alcune donne che si sono recate ad un ristorante in Sudan abbigliate in modo sconveniente secondo la legge islamica.

Alcune si sono dichiarate colpevoli e hanno già subito 10 frustate.
Le più "reticenti" invece sono in attesa di processo e di una pena prevista, nel caso in cui venissero condannate, pari appunto a 40 frustate.

Fra queste una giornalista che ha intenzione di distribuire 500 inviti a giornalisti e a personaggi politici per assistere alla sua pubblica punizione.

E' il caso di dire "esemplare"...

(PIE)


River of Deceit
post pubblicato in Diario, il 8 luglio 2009
My pain is self-chosen
At least so the prophet says
I could either burn
Or cut off my pride and buy some time
A head full of lies is the weight
Tied to my waist

The river of deceit pulls down
The only direction we flow is down

Down, oh down

My pain is self-chosen
At least I believe it to be
I could either drown
Or pull off my skin and swim to shore
Now I can grow a beautiful
Shell for all to see

The river of deceit pulls down
The only direction we flow is down

Down, oh down

(Mad Season, '95)

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La politica fatta da dietro
post pubblicato in Immagini, il 6 luglio 2009


(segnalato da: Lo Chef)

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Pacchetto sicurezza, è legge
post pubblicato in Diario, il 2 luglio 2009

Se spazzi la polvere sotto il tappeto non fai pulizia.

Lo stesso con la legge leghista sull'immigrazione.

I nuovi articoli rendono praticamente "invisibili" gli immigrati in Italia, questo però non fa si che i clandestini siano meno, li rende solo meno individuabili.

Le novità in materia sono:

-
Chi entra o soggiorna in maniera illega­le in Italia commette il reato di immigra­zione clandestina. La pena è un’ammen­da da 5 a 10 mila euro. I clandestini sono sottoposti a processo davanti al giudice di pace con espulsione per direttissima.

- I Centri di permanenza temporanea (Cpt) diventano Centri di identificazione ed espulsione. La permanenza massima passa da 2 a 6 mesi. Ma il prolungamento della detenzione non significa una maggior operatività e giustizia nei confronti di chi vi è rinchiuso (e se si tratta di un rifugiato?)

Chi svolge la funzione di pubblico uffi­ciale ha l'obbligo di denuncia dei clande­stini che si presentano agli sportelli. I clandestini non po­tranno più accedere ai servizi pubblici. E se chi deve denunciare sono i pubblici funzionari, allora sarà negato anche il diritto all'assistenza medica, all'istruzione etc nelle strutture statali.

- Il permesso di soggiorno diventa obbli­gatorio per qualsiasi atto: registrazione nuovi nati, matrimonio, etc. Il Corriere della Sera afferma che se un clandestino ha un figlio in Italia la registrazione al­l’anagrafe non sarebbe possibile e i bam­bini appena nati non potendo essere rico­nosciuti diventerebbero adottabili. E inoltre ci sarebbero aumenti di parti clandestini, bimbi nati e assolutamente "invisibili" etc.

- Il permesso di soggiorno e l’acquisizio­ne della cittadinanza italiana saranno a pagamento: da 80 a 200 euro. Per le casse pubbli­che è previsto un incasso di almeno 160 milioni di euro all’anno destinati alle po­litiche per l’immigrazione.

- Chi favorisce l'ingresso dei clandestini rischia fino a 15 anni di carcere. E chi af­fitta appartamenti agli irregolari rischia fino a 3 anni di carcere.                                                                                              Poi non importa se l'Italia accoglie Gheddafi con tutti gli onori tributati ad un grande uomo politico e costruisce strade e infrastrutture in Libia non mantenendo invece gli impegni assunti per la riduzione del debito dei paesi poveri.

E questa è la legge che la Lega ha portato avanti da anni e per grazie alla quale si crede di risolvere il problema della clandestinità in Italia (senza contare poi che molti problemi sono dati da stranieri "comunitari").

Invece di far politica solo su slogan e su ideologie vecchie, i politici italiani dovrebbero smettere di fare i piacioni e agire in modo corretto nei confronti dei problemi del nostro paese.

Altrimenti fra un po' riprenderemo, da buoni italiani, a emigrare come agli inizi del novecento.

E allora sì che sarebbe un casino per la Lega...


(PIE)


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